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Monta l’indignazione in Argentina dopo le scene di violenza accadute in occasione di Madryn-Morón, dove, nella semifinale di ritorno del reducido di B Nacional, è dovuta intervenire la polizia in campo in occasione degli scontri tra le due squadre al fischio finale. Ma forse ancor di più, nel sottobosco delle serie inferiori, c’è rabbia e frustrazione per favoritismi arbitrali e federali che tendono ad verificarsi solo a determinati club. In B Nacional è deflagrato con tutta la sua violenza il caso Deportivo Madryn. Proviamo ad analizzare i fatti.

Gli interessi politici/economici

In un clima difficile per l’AFA dopo gli attacchi del governo Milei, l’esigenza della federazione argentina è stata quella di includere nella sua élite, club impregnati della stessa filosofia politica in un contesto di favori reciproci finalizzati alla crescita di entrambe le parti in causa. Sebbene il presidente Tapia pubblicamente non si sia mai candidato in politica, le sue collaborazioni di potere ed affari con il Governo Fernandez di matrice socialista, e in particolar modo con il Ministro dell’economia, Sergio Massa, son state talmente evidenti che le elezioni perse nel 2023 hanno determinato una sorta di blocco dell’autonomia federale, provocando una frattura insanabile con il governo Milei, desideroso di scalfire il potere dell’Afa con la nascita dei club privati. Senza però avere successo.

Nasce così la naturale esigenza di attrarre club che abbiano al loro interno un potere politico simile a quello di Tapia. Ma perché proprio Puerto Madryn? La città di Madryn e il governo della regione patagonica di Chobut sono in mano a due persone. Ricardo e Gustavo Sastre, due fratelli gemelli. Uno è il presidente del Deportivo Madryn e l’altro è il sindaco di Puerto Madryn, uno dei capoluoghi della Patagonia. Tutti e due simpatizzanti del kirchnerismo, la corrente politica peronistra (di sinistra) – rivisitata dall’allora presidente argentino Nestor Kirchner e successivamente dalla moglie Cristina -, che ha fatto della regione di Chobut una roccaforte chiave del fu governo di Alberto Fernandez. Ora, con la destra di Milei al potere, Tapia avrebbe scelto proprio l’estremo sud argentino per continuare indisturbato – e non troppo ostacolato -, a fare affari, invogliato, magari, dall’estensione dell’aeroporto nazionale “El Tehuelche” completata l’anno scorso e dalla costruzione di vari alberghi e hotel, di cui voci parlano di un interessamento privato proprio del Chiqui Tapia. Affari ancor più remunerativi, nel caso in cui la zona sia rivaluta a livello di immagine e interesse calcistico, come la presenza di una squadra in massima divisione argentina, ad esempio.

Gli scandali sportivi

Detto questo, i favoritismi verso la squadra del Deportivo Madryn sono ben presto spiegati e ben motivate le decisioni ‘singolari’ di arbitri e apparati della Federazione quando devono esprimersi nei confronti del Madryn. Come gli ‘aiutini’ arbitrali nella prima fase della B Nacional, trasformate in vere e proprie crociate nelle fasi eliminatorie, come la clamorosa sconfitta a tavolino nel quarto di finale del club del Gimnasia de Jujuy contro il Madryn da parte del Tribunal de Disciplina AFA dopo le minacce all’arbitro Comesaña nello stadio di Jujuy. Si avete letto bene: l’arbitro ha sospeso la gara dopo aver ricevuto minacce, SENZA violenze nè incidenti, e successivamente la Federazione ne ha dichiarato il 3-0 a tavolino. Prima volta nella storia.

Ha indagato anche la giustizia ordinaria sulla vicenda aprendo un fascicolo d’ufficio, ed arrivando alla conclusione, in mancanza di prove, che le minacce all’arbitro Comesaña, in realtà non ci sono mai state. Ma ora, chi glielo dice al Gimnasia Jujuy?

In semifinale contro il Deportivo Morón la macchina ‘proMadryn’ si è dovuta impegnare di più. A Morón la squadra della Patagonia viene sconfitta 1-0, ma prima del ritorno succede qualcosa di molto strano. Durante la settimana l’allenatore del Deportivo Morón, Walter Otta, viene squalificato per 30 giorni (trenta!) dal Tribunale Etico dell’AFA per ‘presunte‘ dichiarazioni contro Tapia e il suo braccio destro Toviggino in relazione alla prossima sfida col Deportivo Madryn. Ma Otta quelle dichiarazioni non le ha mai pronunciate, o se lo ha fatto, non si trovano l’esistenza delle stesse. Fa lo stesso, all’AFA non servono le prove. ‘Las presuntas manifestación públicas’, si legge dal comunicato AFA, quindi, presunte. Già solo a pensarle, l’Afa ti può squalificare, non c’è bisogno di prove. In Argentina esiste il processo alle intenzioni, come regolamento federale, a quanto pare.

Il Morón rilascia un comunicato smentendo l’accusa infamante (e con un arguta mossa, cercando a sua volta di incensare l’operato di Tapia e Toviggino nel futbol argentino), ma a nulla serve. Otta è messo fuori gioco.

Si arriva a domenica scorsa, con l’apice massimo della follia. In tutti i sensi. Il Madryn gioca un intenso primo tempo, portandosi in vantaggio con un gol di Postel, e questo, già basterebbe guardando il risultato totale di parità, sbilanciato per il Madryn per la miglior classifica nella fase regolare. Ma è nel secondo tempo che l’arbitro Echavarria da il meglio di sè: nessun intervento disciplinate per un fallo a gamba tesa ai danni del Morón che urla vendetta; espulsione del difensore del Morón che rimane in dieci uomini, e solamente cartellino giallo per una entrata killer da parte di un giocatore del Madryn (Montagna), che rischia poi di venir linciato dagli avversari. Il finale poi, diventa occasione per regolare quei conti rimasti sospesi sul campo, con calci, pugni, tutti contro tutti fino all’entrata della polizia, che, naturalmente, spruzza gas lacrimogeno solo ai giocatori del Morón.

Ora la finale sarà Madryn-Estudiantes Rio Cuarto, ma l’attenzione è adesso diventata massima e sotto l’occhio di tutti. Vedremo se nell’ultimo atto di questa triste storia prevarranno nuovi colpi di scena o se, per una volta, si giocherà solo a futbol per definire la seconda promossa in Primera División. Ma anche se non avvenisse nulla di sospetto, la credibilità della Federazione ormai è pari a zero.

Redazione

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