L’Independiente è fuori dalla Copa Sudamericana. Lo ha deciso con un comunicato ufficiale la federazione sudamericana CONMEBOL nonostante la gara di ritorno degli ottavi di finale contro l’Universidad de Chile del 20 agosto scorso ancora da completare. Fatale la ferocia degli scontri da parte della barra dei padroni di casa che hanno risposto agli incidenti iniziati dai tifosi cileni in trasferta. La reazione violenta spropositata, l’assenza di polizia tra i settori e la conseguente invasione della platea ospiti hanno determinato, dapprima la sospensione della partita da parte dell’arbitro Gustavo Tejera e successivamente la sentenza del Tribunal de Disciplina a favore dell’Univesidad de Chile, che così avanza ai quarti della competizione affrontando l’Alianza Lima del Dt argentino Pipo Gorosito.
Decisione unica nel suo genere e destinata a far clamore quella che affossa il club del Rey de Copas, che ricorda per certi versi il Superclásico tra Boca e River negli ottavi di finale di Copa Libertadores 2015, quando il River vinse a tavolino dopo essere stato attaccato con gas lacrimogeni dai tifosi xeneize nella manga della Bombonera. Se in quel caso però furono i protagonisti del match a essere pregiudicati, oggi si parla di gravità di incidenti tra tifosi, ovvero, un ‘classico’ problema del fútbol sudamericano, risolto solitamente a porte chiuse in caso di sospensione temporanea del match.


L’Independiente, a cui viene imposta anche una multa salata e la chiusura dello Libertadores de America di Avellaneda per le prossime sette partite, ha già fatto sapere che impugnerà la sentenza ricorrendo in sede di appello nel Tribunale Conmebol. Duro ed abbastanza eloquente il post social del club rojo dopo la notizia della squalifica: “Ha perso il futból, hanno vinto i violenti”.
Ancor più radicale la lettera aperta della Comisión directiva del Club Independiente diretta al presidente della Conmebol, Alejandro Dominguez: ‘Questa sentenza non è un errore giudiziario, è una decisione politica, che mostra le preferenze della Confederazione per i club a gestione privata rispetto alle associazioni civili sostenute dai socios (la U del Cile è un società a gestione privata, a differenza di quelle argentine, ndr). E’ davvero incredibile come proprio lei disse “le partite non si vincono con pietre o aggressioni, ma sul terreno di gioco”, ma poi, inspiegabilmente, le partite si decidano a tavolino. Questa sentenza è un precedente pericoloso e nefasto, che dà forza e potere ai violenti di poter influenzare partite a proprio piacimento. Per questi motivi pretendiamo in maniera immediata: 1) Che in segno di disaccordo vengano tolte dal Museo Conmebol tutti i riferimenti del Club Atlético Independiente durante tutta la durata della sua presidenza; 2) Che vengano restituite tutti gli oggetti e cimeli di proprietà del club dal suddetto museo’.
Questa sentenza che subiamo è un affronto allo spirito del fútbol, una violazione del regolamento e alla memoria di milioni di tifosi che costruirono la grandezza di questo continente con sacrificio e passione. State uccidendo il fútbol, la storia sarà implacabile per chi prende decisioni solo per tornaconti personali’.


